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Grafici a candela

candlestick

candlestick

Nei grafici a candela ogni unità temporale è rappresentata, ,appunto da una candela, composta da un corpo, il real body, e da due stoppini, gli shadow:

candele giapponesi

candele giapponesi

Il corpo della candela è quello compreso fra il prezzo di apertura e il prezzo di chiusura, mentre le ombre o stoppini sono tratteggiata fino a raggiungere il massimo o il minimo.

Se il prezzo di chiusura è inferiore a quello di apertura, il corpo della candela si colora di nero, mentre, se il prezzo di chiusura è superiore a quello di apertura, il corpo della candela si colora di bianco.

L’introduzione del grafico a candele giapponesi è un fatto relativamente recente, anche se fu usato per la prima volta per il trading su commodities, come ad esempio il riso.

Il grafico a candele è molto usato nell’attività di trading e ha sicuramente il pregio di dare un’indicazione visiva della direzione del prezzo, qualsiasi sia l’unità temporale scelta.

Sul grafico è buona norma usare anche un grafico dei volumi. I volumi, infatti, rappresentano la quantità di titoli scambiati in un determinato lasso di tempo. Come diceva Dow, i volumi supportano il trend, infatti, sono un ottimo strumento di conferma del trend in atto.

Tiziana Foglio

Fonte immagine 1 – www.mondoforex.com

Fonte immagine 2 – forex.ildavyde.com

Cenni sulla teoria di Dow

Teoria di Dow

Teoria di Dow

La teoria di Dow ruota intorno a sei principi fondamentali:

1. Il mercato sconta tutto

Secondo Dow il prezzo di un’azione, di un’opzione o di un contratto future esprime tutte le informazioni disponibili sul mercato. Ancora oggi è l’ipotesi chiave dell’analisi tecnica.

2. I prezzi si muovono all’interno di un trend

Si può definire Trend la direzione che assume il mercato.  I titoli si muovono all’interno di un trend principale di lungo termine, che può durare anche alcuni anni. Il trend può essere rialzista con massimi e minimi crescenti o rialzista con massimi e minimi decrescenti.

Dow ha individuato tre trend, trend primario o principale della durata di uno o più anni, trend secondario o intermedio che si sviluppa all’interno del trend principale e che in genere si muove in contro tendenza e può avere una durata di un mese o di tre mesi, e il trend terziario o minore della durata di circa tre settimane, si tratta di piccole fluttuazioni.

3. Il trend principale si evolve in tre fasi

Dow individua, per ogni ciclo di mercato, diverse fasi, l’Accumulazione rappresenta la fase iniziale durante la quale gli investitori professionali iniziano ad acquistare e graficamente si presenta come un movimento laterale. A questa fase segue il Rialzo caratterizzato da un incremento delle quotazioni che comincia ad attirare un numero consistente di investitori e dal punto di vista grafico si presenta con un andamento a zig zag. Dopo aver toccato un massimo, i prezzi consolidano un determinato livello dopodiché la fase espansiva si indebolisce, i professionisti liquidano le proprie posizioni e inizia una fase di ribasso. Verso la fine di questa fase il mercato inizia a muoversi daccapo in orizzontale e dare vita ad una nuova fase di accumulazione.

4. Gli indici devono confermarsi l’un l’altro

Dow riteneva che, per confermare la tendenza del mercato, gli indici Railroad average e l’Industrial dovessero confermarsi a vicenda.

5. I volumi devono confermare il trend

Dow sosteneva che i volumi dovessero espandersi nella direzione del trend primario.

6. Il trend è in corso fino a che non si ha un segnale definitivo di inversione

Per Dow un trend prosegue fino a quando non c’è un chiaro segnale di inversione.

Fonte immagine – http://www.numeriedestino.it

Le origini dell’analisi tecnica

Charles Dow

Charles Dow

La prima rappresentazione grafica dei prezzi e la conseguente analisi è attribuita a Muneisha Honma, l’inventore giapponese del candelestick. Tuttavia, sono molti gli analisti che individuano nella figura di Charles H. Dow il padre dell’analisi tecnica.

Charles Dow giunse a New York nel 1879 come inviato di un’agenzia giornalistica e qualche anno dopo fondò con Edward Jones  la Dow Jones & Company che si occupava di fornire notizie finanziarie alle società di Wall Street.

Nel 1884 Dow creò il primo indice del mercato, una media delle quotazioni di undici titoli azionari, che prese il nome di Rail Road Average vista l’alta concentrazione di titoli appartenenti a società ferroviarie. L’indice veniva pubblicato di volta in volta nel Customer’s Afternoon Letter, anticipando il Wall Street Journal che fu pubblicato per la prima volta nel 1889.

Dow arrivò ben presto alla conclusione che l’indice da lui stesso creato dava una rappresentazione parziale dell’economia, così pensò di accostare al Railroad Average, l’Industrial Average, una media dei prezzi di chiusura di dodici titoli del settore industriale.

Dow non pubblicò mai alcun libro sulle sue torie, ma le illustrò in una serie di editoriali che solo successivamente alla sua morte vennero raccolti e ristampati.

Fonte immagine – ilpatu.blogspot.com

Analisi tecnica e analisi fondamentale a confronto

analisi tecnica e analisi fondamentale

analisi tecnica e analisi fondamentale

L’analisi tecnica, in sintesi, si concentra su ciò che sta accadendo sul mercato in un determinato momento, per cui rivolge la sua attenzione all’andamento dei prezzi e al livello degli scambi. Si dice anche che imita la direzione del mercato.

L’analisi fondamentale, invece, si concentra su quello che dovrebbe accadere sul mercato e dunque, deve tenere in conto innumerevoli fattori che si possono raggruppare in domanda e offerta, fattori ciclici, fattori climatici e fattori politici. Obiettivo dell’analisi fondamentale è prevedere l’evoluzione dei prezzi per poter speculare in anticipo.

In genere, gli operatori si servono di entrambe le tecniche.

Come per ogni cosa, anche per l’analisi tecnica e per l’analisi fondamentale esistono dei pro e dei contro. I punti di forza dell’analisi tecnica sono certamente la possibilità di seguire l’andamento di molti mercati e di più azioni contemporaneamente e la varietà di strumenti e di metodi di analisi a disposizione, ma ha anche molti punti di debolezza. Primo fra tutti la necessità di informazioni accurate e tempestive. Inoltre, non bisogna dimenticare che l’analisi tecnica è probabilistica.

L’analisi fondamentale è molto complessa soprattutto perché comporta all’analista un grado di specializzazione tale da non permettere di seguire molti mercati, inoltre, questo tipo di analisi richiede una serie di conoscenze a cui difficilmente i piccoli investitori hanno accesso.

L’analisi tecnica è di gran lunga preferita dagli operatori del mercato ed è da molti ritenuta un’arte, un’attività il successo dipende soprattutto dalle capacità di ciascun investitore.

Fonte immagine – www.finanzalive.com

Investire in borsa con l’analisi dei mercati finanziari

Mercati finanziari

Mercati finanziari

Investire in borsa è una cosa estremamente seria e come tutte le cose di una certa importanza richiede un’adeguata preparazione alle spalle, una buona dose di esperienza e certamente, molta lucidità.

Uno dei pericoli maggiori a cui si espone il piccolo investitore, infatti, è quello di essere “usati” dal mercato. Sapere, invece, come funziona il mercato equivale a saperlo fare funzionare.

Molti trader alle prime armi si approcciano a questa materia così affascinante in maniera sbagliata, rimanendone presto delusi. Allora, prima di intraprendere realmente questa attività è necessario, se non imprescindibile, studiare, studiare, studiare. Questo è davvero l’unico modo per poter, prima di tutto, non perdere e poi, vincere.

Cominciamo subito col dire che i mercati finanziari sono caratterizzati da trendpattern.

E’ chiaro a tutti che lo scopo principale degli investitori è generalmente quello di massimizzare i profitti, ma anche quello di individuare dei metodi in grado di minimizzare il rischio di ottenere delle perdite e di aumentare così la probabilità di vincere.

Gli operatori del mercato, per individuare il momento opportuno per comprare o vendere titoli si servono di diversi strumenti di analisi. In genere vengono adottate due discipline:

Analisi fondamentale

Analisi tecnica

L’analisi fondamentale si basa sull’analisi di molti fattori, non solo di quelli economici o politici, ma anche statistici che determinano l’andamento dei prezzi e quindi in grado influenzare la domanda e l’offerta.

L’analisi tecnica è invece, non è interessata allo studio dei dati che influiscono sul mercato, piuttosto a ciò che accade sul mercato in quel determinato momento e per farlo l’analista tecnico studia i cicli e i volumi di scambio in relazione ai prezzi e naturalmente si serve di grafici.

Tiziana Foglio

Fonte immagine – http://www.luogocomune.